Performance Gastrointestinale nell’Atleta d’Élite, Parte 1: La Fisiologia dell’Apparato Digerente sotto Stress
Introduzione alla Digestione
La digestione è un processo complesso che coinvolge la scomposizione meccanica e chimica dei nutrienti per consentirne l’assorbimento e il metabolismo. Diversi organi partecipano a questo processo con secrezioni specifiche e variazioni di pH. Il Cavo orale produce la saliva, secreta dalle ghiandole parotidee, sottomandibolari e linguali, ha un pH neutro (circa 7) e contiene enzimi come l’amilasi e la lipasi linguale.
Lo stomaco produce il succo gastrico con un pH fortemente acido (1,5-2), essenziale per l’attivazione degli enzimi proteolitici, mentre l’intestino tenue riceve il succo intestinale, pancreatico e la bile, con un pH basico (7-8) che neutralizza il chimo acido proveniente dallo stomaco.
Il Fegato la colecisti e il pancreas agiscono come organi accessori fondamentali per la secrezione di enzimi e sali biliari. L’intestino crasso è deputato all’assorbimento di acqua, elettroliti e vitamine, nonché alla compattazione delle feci e alla fermentazione delle fibre da parte del microbiota.
Fisiologia e Motilità Gastrica
Lo stomaco può essere suddiviso in due regioni funzionali distinte:
- Regione prossimale (serbatoio): Caratterizzata da contrazioni toniche continue, esercita una pressione costante per spingere il cibo verso la parte distale.
- Regione distale (pompa antrale): Presenta contrazioni fasiche che hanno lo scopo di triturare ulteriormente il cibo, mescolarlo con i succhi gastrici e spingerlo nel duodeno attraverso lo sfintere pilorico.

La Secrezione Acida
Le ghiandole ossintiche contengono cellule parietali (che secernono acido cloridrico HCl e fattore intrinseco) e cellule principali (che secernono pepsinogeno e lipasi gastriche). La pepsina, l’enzima proteolitico principale, viene attivata dal pepsinogeno solo in presenza di un ambiente fortemente acido. Il controllo della secrezione è neuroendocrino: la distensione gastrica e la presenza di aminoacidi stimolano le cellule G a liberare gastrina, che a sua volta induce le cellule ECL a rilasciare istamina, il fattore chiave per la produzione di HCl dalle cellule parietali.
Dinamiche dello Svuotamento Gastrico
La velocità con cui il chimo passa nel duodeno è regolata con precisione per ottimizzare la digestione. La consistenza ha un ruolo importante nella velocità di svuotamento gastrico; i liquidi svuotano lo stomaco molto più velocemente dei solidi, poiché questi ultimi richiedono una fase di latenza per la triturazione antrale. Lo svuotamento rallenta in presenza di chimo molto acido (per dare tempo al duodeno di neutralizzarlo), alta osmolalità o alto valore calorico. I grassi e, in misura minore, le proteine stimolano il rilascio di colecistochinina (CCK) e del peptide inibitorio gastrico (GIP), ormoni che inibiscono la motilità gastrica e aumentano la costrizione del piloro, rallentando la digestione.
Funzione Pancreatica ed Epatica
Il Pancreas Esocrino
Il pancreas produce tra i 500 e i 2000 ml al giorno di succo pancreatico, composto da una parte idro-elettrolitica (ricca di bicarbonato per neutralizzare l’acidità) e una parte enzimatica (proteasi, lipasi, amilasi e nucleotidi). La secrezione è regolata principalmente nella fase intestinale (70% della risposta), dove la CCK stimola le cellule acinari (enzimi) e la secretina stimola le cellule duttali (bicarbonato).
La Bile e la Circolazione Entero-epatica
La bile è essenziale per l’emulsione e l’assorbimento dei lipidi e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K). Prodotta dal fegato e accumulata nella colecisti, viene rilasciata nel duodeno in risposta alla CCK. Circa il 95% dei sali biliari viene riassorbito nell’ileo e torna al fegato tramite la circolazione portale (circolazione entero-epatica), consentendo il riciclo della bile durante il pasto.
Assorbimento Intestinale e adattamento
L’assorbimento dei nutrienti avviene principalmente attraverso i villi intestinali nel duodeno e nel digiuno. Il glucosio e il galattosio utilizzano il trasportatore sodio-dipendente SGLT-1, mentre il fruttosio passa dal trasportatore GLUT5. La saturazione di questi trasportatori rappresenta un limite fisiologico che nell’atleta va allenato, come vedremo più avanti (circa 60 g/h per il glucosio singolo).
L’intestino mostra un’elevata plasticità, grazie ad una dieta ricca di carboidrati aumenta la produzione di alfa-amilasi e il numero di trasportatori specifici (adattamento specifico), mentre una dieta ipercalorica cronica può aumentare la superficie assorbente totale (adattamento non specifico).
Problematiche Gastrointestinali nell’Atleta
La “Sindrome gastrointestinale indotta da esercizio” è comune negli sport di endurance ad alta intensità (≥70% VO₂max) per via di cause fisiologiche, come ad esempio l’ipoperfusione splancnica (riduzione del flusso sanguigno al tratto GI fino all’80% per favorire i muscoli) che causa ischemia della mucosa. Questo danneggia le giunzioni strette (Tight Junctions), portando alla sindrome dell’intestino gocciolante (Leaky Gut), che permette la traslocazione batterica e di endotossine nel sangue, innescando infiammazione e sintomi sistemici.
Fra le Cause Meccaniche si annoveranoi micro-traumi ripetuti dati dall’impatto della corsa che possono causare sanguinamenti intestinali, mentre la postura nel ciclismo aumenta la pressione addominale favorendo il reflusso. I sintomi primari includono nausea, vomito, crampi, bruciore di stomaco e diarrea sanguinolenta. I sintomi secondari come brividi o vertigini derivano spesso dal malassorbimento di liquidi e nutrienti.
Nella seconda parte vedremo quali sono le strategie Strategie di “Gut Training” per l’Ottimizzazione dell’Assorbimento Intestinale
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